
Henry Le Caron
RICONQUISTA
3.1. LA CADUTA DELLA MONARCHIA FRANCESE
"Spaventosa e deplorevole sedizione, totale capovolgimento del regime sociale che alla fine del XVIII secolo in Francia reprime e perseguita con odio le cose divine ed umane, il re ed i nobili, ma specialmente la Chiesa del Cristo e i suoi ministri... In quel tempo uomini ignobili si impadronirono impudentemente del potere, mascherando l’odio che li muoveva verso la religione cattolica sotto il fallace pretesto della filosofia tendendo con tutte le loro forze ad abolire il nome cristiano... " (Pio XI: Lettera Apostolica che proclamava Beato Pierre-René-Rogue).
La Rivoluzione francese è stata opera di una minoranza ben organizzata che nella persona di Luigi XVI ha voluto abbattere il principio che egli incarnava: La sottomissione della politica all’ordine di Dio (1). Il Papa Pio VI lo espose in maniera eminente nella sua allocuzione del 13 giugno 1793 sulla morte di Luigi XVI, facendo risalire questa sedizione alla Riforma.
"Era da molto tempo che i Calvinisti progettavano e preparavano la caduta della religione romana in Francia. All’inizio bisognava preparare la mentalità, far penetrare nel popolo le dottrine empie, ma da allora non si è più smesso di spandere dappertutto libelli debordanti di perfidia e di spirito di sedizione... L’Assemblea Generale del Clero di Francia nel 1745 denunciò queste imprese pericolose e criminali. "
Più tardi Papa Leone XIII nella sua mirabile opera: la Chiesa e il Diritto Comune (pag. 161, Casterman) lo preciserà. "E’ dalla Riforma che sono nati nel secolo scorso sia la falsa filosofia sia ciò che viene chiamato il diritto moderno, la sovranità del popolo e quella licenza senza freni al di fuori della quale molti non hanno più saputo vedere la vera libertà".
Joseph de Maistre, che possedeva una mente particolarmente lucida, ha riassunto bene la questione in queste poche righe: "Dopo l’epoca della Riforma e dopo Wiclef, è esistito in Europa uno spirito terribile ed invariabile che ha lavorato senza tregua per rovesciare il Cristianesimo... Su questo spirito distruttore sono venuti ad innestarsi lutti i sistemi antisociali e anticristiani che sono apparsi ai giorni nostri. Tutto ciò forma un tutt’uno e deve essere considerato come una sola setta che ha giurato la distruzione del Cristianesimo e di tutti i troni cristiani, ma soprattutto e innanzitutto della casata dei Borboni e del Seggio di Roma (2). (Opere, libro VIII, pag. 312).
Esistono molte opere che mettono in rilievo il ruolo determinante delle società di pensiero e delle Logge massoniche nella Rivoluzione francese. Noi non potremo però occuparcene.
Voltaire fu consacrato franco-massone durante il suo primo viaggio i Inghilterra (1725-1728) e di ritorno a Parigi verso il 1730 non fece mistero del suo progetto di annientare il Cristianesimo (3). La pubblicazione dell’Enciciopedia fu il primo mezzo per raggiungere questo obiettivo (4). Egli scriveva il 23 maggio 1764 a Damilaville: "Io ripongo tutte le mie speranze nell’Enciciopedia". L’Enciclopedia fu tirata solo in 4200 esemplari in 35 volumi in-folio, ciò prova che per realizzare una rivoluzione è sufficiente contaminare un piccolo numero di intellettuali ai quali si forniscono degli argomenti.
Dopo la fondazione nel 1772 del Grande Oriente di Francia, che fu una concentrazione di gruppi massonici francesi, la Franco Massoneria si sviluppò così bene che nel 1789 non aveva meno di 700 logge in Francia e nelle colonie, senza contare un gran numero di capitoli e di assemblee (rapporto letto alla direzione delle Logge del Grande Oriente di Nantes, lunedi 23 aprile 1983).
I rivoluzionari e gli uomini più conosciuti che hanno occupato in prima linea la scena politica a quell’epoca, appartenevano tutti alle Logge.
Philippe-Egalité, Dumouriez, La Fajette, Custine, i fratelli Lameth, Dubois de Crancé, Roéderer, Lepelletier de Saint-Fargeau, appartenevanc alla Loggia "Il Candore".
Babeuf, Hébert, Lebon, Marat, Saint-Just, a quella deqli "Amici Riuniti". Bailly, Barère, il dottor Guillotin, Danton, Garat, Lacépède, Brissot, Camille Desmoulins, Pétion, Collot d’Herbois erano della Loggia delle "Nove Sorelle" alla quale avevano appartenuto anche Voltaire, d’Alembert, Dìderot e Helvétius.
Il reverendo Sièyes faceva parte di quella della "Venti Due".
Robespierre era Rosa-Croce del Capitolo di Arras.
Dietrich Talleyrand e Savalette de Lange appartenevano alla Setta degli "Illuminati".
Per ciò che concerne più precisamente la morte di Luigi XVI, ucciso "in odio alla fede cattolica" (Pio VI, testo già citato), non possediamo prove scritte, ma solamente delle testimonianze. La morte di Gustavo III re di Svezia e quella di Luigi XVI, sarebbero state decise a Francoforte nel 1785 dall’Assemblea Generale degli Illuminati "Eclettici". Le testimonianze abbondano, scrive Mons. Delassus. Tra queste si può ciltare quella del conte di Haugwitz, ministro di Prussia al congresso di Verona, che era stato incaricato della direzione delle Logge di Prussia, Polonia e Russia, e la tesfimonianza del Cadinale Mathieu, Arcivescovo di Besanson (lettera a Léon Pages). Vi si legge: "C’è stata a Francoforte nel 1785 una assemblea di Franco-Massoni in cui sono stati convocati due uomini considerevoli di Besançon, il signor de Reymond, ispettore delle poste e Marc de Bouligney, presidente del Parlamento. In questa riunione furono decise le morti del re di Svezia e di Luiqi XVI. De Reymond che visse fino al 1838 lo confessò a Bourgon, presidente della Camera alla Corte e a Weiss, bibliotecario della città e membro dell’Istituto". Mons. Bessons, allora vicario generale del cardinale Mathieu e poi vescovo di Nimes, ha confermato e completato questi fatti.
Infine nei primi giorni del marzo 1898 il Rev. Padre Abel, Gesuita molto rinomato in Austria, in una delle sue conferenze per uomini svoltasi a Vienna in occasione della Quaresima ha detto: "Nel 1784 (o forse 1785) c’è stata a Francoforte una riunione straordinaria della Grande Loggia Eclettica. Uno dei membri ha messo ai voti la condanna a morte di Luigi XVI e di Gustavo III. Quell’uomo si chiamava Abel. Era mio nonno". Alla conferenza seguente il Rev. Padre Abel precisò: "Mio padre (all’inizio franco-massone) mi ha raccomandato morendo, come sua ultima volontà, di applicarmi a riparare il male che lui e i nostri antenati avevano fatto".
Tutto ciò sarebbe stato senza dubbio evitato e la monarchia francese avrebbe trionfato sui suoi nemici se Luigi XIV o uno dei suoi successori avesse consacrato il Regno al Sacro Cuore di Gesù, come aveva domandato Nostro Signore a S. Margherita Maria a Paray-le-Monial nel 1689, cioè cento anni prima della data che si considera come l’inizio della Rivoluzione francese (5).
Le conseguenze della Rivoluzione francese furono considerevoli in Francia ed in Europa. Dio che da 13 secoli è stato il primo ad essere servito in un regno in cui il monarca era considerato come il suo luogotenente, è stato rimpiazzato dalla creatura deificata. Lo sconvolgimento totale fu riassunto dal Papa Benedetto XV in alcune righe (A.A.S. 7 marzo 1917): "Sotto l’effetto della folle filosofia nata dall’eresia degli innovatori e dal loro tradimento, le menti della massa sragionarono e scoppiò la rivoluzione; la sua estensione fu tale che essa intaccò le basi cristiane della società non solo in Francia ma, poco a poco, in tutte le nazioni. Dopo aver rigettato ufficialmente l’autorità della Chiesa, rinunciando a tenere la religione come guardiana e protettrice del diritto, del dovere e dell’ordine nella citta, si è espresso il parere che il potere prendeva la sua origine nel popolo e non in Dio; che poiché gli uomini erano per natura tutti uguali tra di loro, avevano gli stessi diritti; che era lasciata ad ognuno la libertà di agire come voleva a condizione che la legge non lo proibisse; che nulla che il popolo non avesse ordinato aveva forza di legge ma soprattutto che la libertà di pensiero in materia religiosa o di diffusione di tutto ciò che ognuno voleva non era limitata purché non recasse torto a nessuno. Ecco, da quel momento, su cosa si poggia la politica per ogni principio...".
(1) "Chi potrà mai dubitare che quel monarca non è stato immolato soprattutto per oio alla fede e per spirito di furore contro i dogmi cattolici" (Pio VI). Estratto dal Concistoro dell’11 giugno 1793. Il martirio del Re è stato accompagnato da persecuzioni contro i cattolicii e dalla distruzione degli edifici religiosi e degli oggetti di culto.
(2) Joseph De Maistre non ha potuto assistere all’eliminazione della casa degli Asburgo che ha avuto lugo nel secolo seguente.
(3) Nella sua opera Il libro dell’apprendista, Oswald Wirth riferisce l’accoglimento di Voltaire nella famosa Loggia delle 9 sorelle. Egli fu presentato da Franklin e da Court de Gebelin.
(4) Voltaire aveva raccomandato a D’Alembert "di farcire l’Enciclopedia di verità che non si sarebbe osato dire da vent’anni".
(5) Luigi XVI procedette a questa consacrazione mentre era prigioniero nel Tempio, ma larivoluzione si stava già compiendo. Allo stesso modo si piò pensare che l’espansione sovietica sarebbe stata contenuta se la Chiesa avesse proceduto alla Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria nelle forme da Lei prescritte (Fatima).