
Henry Le Caron
RICONQUISTA
3.3. L’ASSALTO CONTRO LA CHIESA CATTOLICA,
FORTEZZA SPIRITUALELa lotta ingaggiata dal "mistero d’iniquità" contro le monarchie cristiane, spade temporali della Cristianità, doveva beninteso essere seguita da una lotta senza quartiere contro la Chiesa cattolica, corpo mistico del Cristo.
Si deve però sottolineare una differenza capitale. Solo la Santa Chiesa ha ricevuto da Nostro Signore promesse di Eternità e queste promesse non hanno ripensamento. La Chiesa potrà essere attaccata, ferita o martirizzata nelle sue membra, ma non perirà mai (19).
L’offensiva della Contro-Chiesa si è esercitata su due piani differenti al fine di realizzare l’apostasia generale delle nazioni che, stando alle profezie di S. Paolo, è la condizione necessaria al governo mondiale e al regno dell’anticristo.
L’attacco si è sviluppato sul terreno esterno ma anche nel seno stesso della Chiesa.
3.3.1. Sul Terreno Esterno
Su questo piano pare ci sia stato un certo periodo di calma dopo gli sconvolgimenti sanguinosi della Rivoluzione e le guerre dell’Impero che hanno permesso di espandere le idee rivoluzionarie attraverso tutta l’Europa. Questo è durato fino all’anno 1864, data fissata dalla SS. ma Vergine alla Salette (1846) come quello "in cui Lucifero, con un gran numero di demoni sarà liberato dall’inferno; essi aboliranno la fede poco a poco anche nelle persone consacrate a Dio (20) ". Ora la prima Internazionale, il primo movimento organizzato il cui scopo era di instaurare il comunismo nel mondo, fu fondata da Carlo Marx a Londra il 28 settembre 1864 (21).
Alla Salette la SS. ma Vergine aveva anche annunciato: "I governi civili avranno tutti lo stesso disegno, di abolire e far sparire ogni principio religioso per far posto al materialismo, all’ateismo, allo spiritismo e ad ogni sorta di vizi". E questo genererà l’apostasia delle nazioni. Ma non anticipiamo.
Napoleone I, che era un realista ambizioso (22), aveva firmato il 15 agosto 1801 un concordato che riconosceva che "la religione cattolica, apostolica e romana è la religione della maggioranza dei Francesi". Questo concordato ha regolato i rapporti tra la Chiesa e lo Stato per poco più di un secolo (fu rotto nel 1905) e ha permesso ai bambini francesi di essere istruiti in tutte le scuole sulle verità della fede.
Il Concordato assicurò alla Francia 100 anni di relativa stabilità. Il franco non si svalutò di un centesimo in quel periodo. E anche vero però che fino al 1905 era impresso sui luigi d’oro: "Dio protegga la Francia" (23).
Ma i nemici di Dio attendevano la loro ora. Crétineau-Joly ha scritto:
"Nella lotta ora ingaggiata tra il dispotismo sacerdotale o monarchico e i principi di libertà, leggiamo in un documento emanato dalla Setta in data 20 ottobre 1821, che ci sono delle conseguenze che occorre subire, dei principi che prima di tutto bisogna far triontare. Un fallimento negli avvenimenti era già stato previsto; non dobbiamo rattristarcene oltre misura, perché se questo insuccesso non scoraggia nessuno, in un dato tempo faciliterà i mezzi per attaccare il fanatismo (24) con più frutto... Non possiamo più andare contro al nemico con l’audacia dei nostri padri nel 1793... ma con il tempo ci sarà permesso forse di raggiungere l’obiettivo che essi hanno mancato... E’ d’insuccesso in insuccesso che si arriva alla vittoria" (Libro II, pag. 18).
Non si possono moltiplicare le citazioni in una sintesi anche se i documenti abbondano. La difficoltà però è nel fare una scelta tra i testi. Non ci stupisce che la Restaurazione ed il Secondo impero non siano andate a genio ai principi cristiani del vecchio regime se si esamina l’entourage di questi monarchi.
Fouché, oratoriano, apostata, regicida, divenuto duca d’Otranto sotto il primo Impero, fu ministro della Polizia agli inizi del regno di Luigi XVIII. Talleyrand, ex-vescovo d’Autun, spretato, che era appartenuto alla setta degli Illuminati, dopo aver "mangiato a due greppie" negoziò il ritorno dei Borboni. Luigi XVIII lo nominò ministro degli Affari Esteri il 13 maggio 1814 poi, dopo Waterloo, Presidente del Consiglio.
Il duca Decazes, di cui Louis Blanc ha detto era un "Fouché ridotto", era Commendatore del Supremo Consiglio del 33° grado dell’Ecossisme.
Non ci si può meravigliare in queste condizioni che Thiers abbia detto nel 1873 in un discorso pronunciato davanti al Corpo Legislativo: "La Costituzione del 1814 è uscita dalle viscere stesse della Rivoluzione".
Con Luigi Filippo, "il migliore degli uomini malvagi" (25) che si vantava di essere l’ultimo volteriano del suo secolo fu ancora peggio. Questo re dei Francesi liberale era circondato da franco-massoni: Decazes, La Fayette, Dupont de l’Eure, Talleyrand, Teste, ecc. Uno dei primi atti di governo fu di mettere il giudaismo al rango delle comunioni cristiane. Contrariamente all’articolo VII della Carta del 1830 i rabbini dell’anno seguente furono iscritti nel bilancio (26).
Dopo la caduta di Luigi Filippo, la Rivoluzione non potè mantenersi sotto la {orma repubblicana e fece di nuovo ricorso all’Impero nella persona di Carbonaro (27). Ciò spiega in parte la guerra che Napoleone III mosse all’Austria per promuovere l’unità italiana (1859). La mancata uccisione di Orsini (14 gennaio 1858) costituì senza dubbio un richiamo all’ordine.
Il miglior giudizio su questo periodo è stato dato dal Cardinal Pie nella celebre risposta che egli diede a Napoleone III: "Né la Restaurazione né voi, sire, avete fatto per Dio ciò che occorreva fare, perché né l’uno né l’altro avete rinnegato i principi della Rivoluzione di cui però combattete le conseguenze pratiche, perché il Vangelo sociale a cui si ispira lo Stato è ancora la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, la quale non è altro, sire, che la negazione formale dei Diritti di Dio (28). "
Poi, nella stessa occasione, a proposito del diritto pubblico che, pur riconoscendo che la religione cattolica era quella della maggioranza de Francesi, affermava anche che gli altri culti devono aver diritto ad una simile protezione, il Cardinale precisava: "Non è proclamare equivalentemente che la Costituzione protegge ugualmente la verità e l’errore? (29). Ebbene! Sire, sapete ciò che Gesù Cristo risponde ai governi che si rendono colpevoli di una tale contraddizione? Gesù Cristo, Re del Cielo e della terra, risponde loro: "Anche io, governi che vi succedete rovesciandovi gli uni gli altri, anch’io vi accordo la stessa protezione. Io ho accordato questa protezione all’Imperatore zio, ho accordato la stessa protezione ai Borboni, la stessa protezione a Luigi Filippo, la stessa protezione alla Repubblica; e anche a voi la stessa protezione sarà accordata" " (30).
Fu durante questo periodo che nacque una classe di uomini miserabili che fu chiamata proletariato. Queste povere genti, sradicate dalle nostre campagne, che avevano creduto di trovare in città nelle fabbriche di recente costruzione una situazione migliore, sono diventate vittime delle leggi della concorrenza di un capitalismo selvaggio. La legge Le Chapelier (giugno 1791) (31), che aveva abolito le corporazioni dell’ "ancien regime" aveva vietato agli operai di riunirsi in sindacati o altri raggruppamenti professionali (32). Essi costituirono molto presto una preda per i dirigenti socialisti e comunisti. Il demonio trae sempre la sua forza dall’ingiustizia umana. La Chiesa che non era direttamente interessata a questo problema (spettava al Potere Temporale di regolarlo), prese coscienza troppo tardi della sua gravità (l’Enciclica di Leone XIII, Rerum Novarum, data solamente 15 maggio 1891).
Ma arriviamo nei dintorni dell’anno 1864, indicato dalla SS. ma Vergine alla Salette come quello in cui Lucifero e i demoni liberati dall’inferno avrebbero ripreso nuovamente l’offensiva per distruggere la fede nel mondo.
L’umanità ha conosciuto da allora una serie di guerre che erano una prefigurazione di grandi conflitti che l’avrebbero rattristata nel secolo successivo: la guerra austro-prussiana (1866), la guerra franco-prussiana che consacrò l’egemonia tedesca (1870). Negli Stati Uniti la guerra di Secessione che terminò solamente nel 1865.
Le guerre di conquista e di egemonia fondate su rivalità di interessi non sono mai guerre giuste e costituiscono dei castighi per i popoli. Esse favoriscono il più delle volte l’espansione della Rivoluzione.
Il Cardinale Manning ha scritto il 1 ottobre 1877 (33): "Non sono né gli imperatori, né i re, né i principi che dirigono il corso degli awenimenti. C’è qualcosa al di sopra di essi e dietro ad essi e quel qualcosa, più potente di tutti loro, si farà sentire quando l’ora sarà arrivata, il giorno in cui tutti gli eserciti d’Europa saranno impegnati in un immenso conflitto; in quel giorno la Rivoluzione che fino ad oggi ha lavorato segretamente sotto terra troverà l’ora favorevole per mostrarsi alla luce del sole. "
Effettivamente è nel 1917 nel cuore del primo conflitto mondiale che il satanico Lenin ha preso il potere in Russia ed ha creato uno Stato comunista che attualmente minaccia il mondo.
Lo scatenamento delle forze sataniche ha riguardato tutte le parti del mondo. E’ nel corso degli stessi anni (1864-1917) che l’ "intellighentja russa" con il fiorire del populismo e lo sbocciare del nichilismo passa all’azione. Numerosi attentati terroristici ebbero luogo contro lo Zar e contro i suoi ministri. Il 13 marzo 1881 lo Zar Alessandro fu assassinato nel momento in cui stava dando il suo assenso al progetto di instaurazione di un regime rappresentativo.
Ma ritorniamo alla Francia, figlia maggiore della Chiesa, che è una luce per il mondo quando è fedele alla sua missione cattolica, e duramente castigata quando le è infedele (S. Remigio).
Dopo il disastro del 1870, dopo la Comune (34), si è compreso male per quale ragione una camera monarchica non aveva potuto restaurare la monarchia nella persona del Conte di Chambord. Questo principe era stato formato molto bene e il papa Pio IX diceva di lui: "tutto ciò che egli dice è ben detto; tutto ciò che egli fa è ben fatto".
Il Conte di Chambord proclamava dinanzi al suo entourage: "Perché la Francia sia salva bisoana che Dio ne rientri in possesso, perché io vi possa regnare da Re!" (al Conte di Mun, il 20 novembre 1878).
"Si dice che l’indipendenza del Papato mi è cara e che io sia risoluto ad ottenergli garanzie efficaci. Si dice il vero. La libertà della Chiesa è la prima condizione della pace dello spirito e dell’ordine nel mondo" (a de Carayon-Latour, l’8 maggio 1871), e altrove: "La Verità ci salverà, ma la Verità integra. Sì, l’avvenire è degli uomini di fede, ma alla condizione di essere nello stesso tempo uomini di coraggio, non temendo di dire in faccia alla rivoluzione trionfante ciò che essa è nella sua essenza, e alla contro-rivoluzione ciò che deve essere nella sua opera di riparazione e di acquietamento (35).
Il pensiero di questo principe era in completa opposizione a quello del Potere occulto. La Franco-Massoneria avrebbe acconsentito, senza dubbio a malincuore, ad una restaurazione monarchica se questa monarchia non fosse stata cattolica, ma non poteva accettare un regime fondato sul "servire Dio innanzitutto" e che avrebbe facilitato la missione della Chiesa.
I monarchici dell’Assemblea non volevano (almeno la maggior parte) ritornare a quei vecchi principi (36) e i repubblicani (in minoranza) vi erano beninteso totalmente opposti.
Essi trovarono un alleato nella persona del Principe di Bismarck, cancelliere di Guglielmo II che aveva appena trionfato sulla Francia. Bismarck era in Germania uno dei dirigenti della Setta. Egli ebbe degli incontri segreti con Gambetta che pure apparteneva alla Franco-Massoneria. Bismarck che era grande nemico della Francia fece pressione per mantenere la repubblica in questo paese. Egli inviò le seguenti istruzioni all’Ambasciatore tedesco a Parigi, il Conte d’Arnim (37): "Dobbiamo infine desiderare il mantenimento della repubblica in Francia per un’ultima ragione che è la più importante: la Francia monarchica era e sarà sempre cattolica, la sua politica le dà una grande influenza in Europa, in Oriente e persino nell’Estremo Oriente. Un mezzo per ostacolare la sua influenza a profitto della nostra è di diminuire il cattolicesimo e il Papato che ne è a capo. Se riusciremo a raggiungere questo obiettivo la Francia sarà per sempre annientata. La monarchia ci ostacolerebbe in questo tentativo, la repubblica ci aiuterà. Io intraprendo contro la Chiesa cattolica una guerra che sarà lunga e forse terribile... mi si accuserà di persecuzione e forse vi sarò condotto, ma è necessario per dare il colpo di grazia alla Francia e stabilire la nostra supremazia religiosa e diplomatica così come la nostra supremazia militare... ".
Una volta isolato il Conte de Chambord (38) la democrazia laica ebbe il campo libero per proseguire " la grande opera " intrapresa nel 1789.
In questa vasta società anonima trasportata sul terreno politico che costituisce la Repubblica democratica fondata sul suffragio universale, non sono gli uomini piazzati in prima linea che detengono il vero Potere.
I veri detentori del Potere, coloro che tirano le fila, vivono nell’ombra, nel retroscena. Si capisce perché si tratta di un sistema ideale per il Potere Occulto, specialmente per la Setta che ha uomini in tutti i partiti, a sinistra come a destra.
Leone XIII aveva voluto avvicinarsi alla Repubblica per ottenere una distensione nella guerra antireligiosa. Egli vi era stato spinto dal suo Segretario di Stato, Cardinal Rampolla, mentre ignorava che quest’ultimo era franco-massone (non lo si apprese che dopo la sua morte). Ma si può affermare, credo senza sbagliarsi, che l’adesione della Chiesa alla Repubblica democratica e laica (1892) fu un errore (39). Si dice che quando si cena con il diavolo occorre munirsi di un grande cucchiaio. In questo caso il cucchiaio era troppo piccolo. Leone XIII alla fine della sua vita riconobbe che era stato ingannato e dichiarò nel 1902 parlando ai repubblicani: "Poiché essi sono inconvertibili non si può far altro che abbatterli". E il 21 aprile 1903 aggiungeva: "o la Francia ritornerà alle tradizioni di S. Luigi o perirà nella vergogna e nella rovina".
S. Pio X che era di modeste origini contadine aveva immediatamente capito con il suo sguardo di aquila ciò che era la Repubblica laica.
Nel 1909 egli diceva al vecchio ministro francese Emile Flourens: "Credetemi, io conosco i vostri Francesi, essi sono cattolici e monarchici di natura e lo ridiventeranno presto o tardi" (40).
Al tempo della sua ordinazione egli dichiarava a Dom de Saint Avit: "Non concepisco che un cattolico francese possa essere repubblicano" (41).
Ciò che nessuno può negare, ciò che è indubitabile è che la Terza Repubblica è stata una "ranocchiaia massonica", nemica accanita della Chiesa.
Come ha notato Alexandre Zevaés (42): "Salvo qualche rara eccezione, la maggior parte degli uomini di Stato, dei militanti, dei giornalisti della Terza Repubblica appartenevano alla Franco-Massoneria: Gambetta, Jules Feny, Etienne Arago, Floquet, Rochefort, Clemenceau, Méline, Sarrien, Henri Buisson, Altred Naquet, Jules Claretie, Antonin Dubost, Fallièrs, Paul Bert, Eugène Pelletan, Camille Pelletan, Tony Révillon, Constans, Etienne, Félix Faure, Léon Bourgeous, Millerand, Gaston Doumergue, Paul Doumer, Henri Bérenger, Camille Chautemps, e tra i socialisti Jules Vallès, Eugène Pottier (l’autore dell’Internazionale), Lissangaray, Marcel Sembat, René Viviani, Arthur Groussier, Chauvière, ecc.
Si comprende che Mons. Gouthe-Soulard, Arcivescovo di Aix-en-Provence, abbia potuto esclamare: "Non siamo in una Repubblica ma in una Franco-Massoneria".
Tutta questa cricca non tardò a passare all’azione.
Nel 1867 fu fondata da Jean Macé "la Lega francese dell’Insegnamento" che doveva giocare un ruolo fondamentale nella decristianizzazione dei bambini in Francia.
Poi ci fu la lunga serie delle leggi scellerate il cui obiettivo era di cacciare Gesù Cristo dalla vita sociale dei Francesi.
1879 - Esclusione del clero dalle commissioni amministrative degli ospedali e dai comitati di beneficenza.
1880 - Soppressione dei cappellani militari. Sopressione dell’insegnamento religioso negli esami.
1881 - Soppressione dell’insegnamento religioso nelle scuole mateme
1882 - Crocifissi tolti dalle scuole. Soppressione di cappellani dai licei. Vietato l’insegnamento religioso nelle scuole primarie.
1883 - Proibizione alle truppe di apparire in corpo alle cerimonie religiose.
1884 - Soppressione delle preghiere all’apertura del Parlamento. Soppressione dei cappellani negli ospedali e dell’immunità del clero dal servizio militare.
1886 - Esclusione dei Congregazionisti dall’insegnamento pubblico. Organizzazione della scuola laica.
Dal 1901 al 1904 - Scioglimento e spogliazione degli ordini religiosi. Soppressione del crocifisso nei tribunali. E’ soppresso ai Congregazionisti il diritto di insegnare.
9 dicembre 1905 - Separazione della Chiesa dallo Stato.
1907 - Soppressione dei capellani della marina e della formula "Dio protegga la Francia" scritto fino ad allora sulle monete.
La Federazione Nazionale Cattolica ha pubblicato prima della guerra il quadro dei voti antireligiosi espressi dalle persone ammesse ogni anno e quelli da loro adempiuti per via legislativa. I voti e la creazione delle Logge Massoniche in Parlamento corrispondevano in maniera così perfetta che il Fratello \ G. Martin ha potuto a giusto titolo qualificare la Franco Massoneria come il "Comitato consultativo della Repubblica".
Ho ricordato questi avvenimenti che i miei genitori hanno vissuto prima della guerra del 1914 perché per i nostri bambini sono già avvenimenti lontani.
Bisognerebbe ricordare loro anche gli "inventari" ai quali l’autorità laica procedeva facendosi accompagnare dalle forze di polizia o peggio ancora dalle forze militari (43), e i gruppi di tedeli radunati alle porte delle Chiese per opporvisi. Bisogna dire loro che in quell’epoca di lotta religiosa gli ufficiali attaccati alla loro religione erano "schedati" come si schedano oggi i criminali per reati comuni (44).
Ho sorvolato volontariamente sulle dichiarazioni blasfeme di questi miserabili perché ricordarle sarebbe come dar loro onore. Il loro odio per Dio e per la Santa Chiesa non ha l’uguale che nella loro mediocrità.
E’ molto meglio rileggere le encicliche del papa Pio X sui problemi di Francia, entrambe pubblicate nel 1906: l’enciclica "Vehementer", 11 febbraio 1906 e l’enciclica "Gravissimo Officii", 10 agosto 1906.
In "Vehementer" il Papa dopo aver ricordato la lista delle scellerate leggi di cui abbiamo appena parlato, dichiarava che stava per valutare la legge di Separazione stessa.
"Che occorra separare lo Stato dalla Chiesa", diceva, "è una tesi assolutamente falsa, un errore molto pernicioso... Questa tesi è la negazione molto chiara dell’ordine soprannaturale. Essa limita l’azione dello Stato a perseguire solamente la prosperità pubblica durante questa vita, che non è che la ragione prossima delle società politiche, e non si occupa in nessun modo... della loro ragione ultima che è la beatitudine eterna offerta all’uomo quando questa vita così breve avrà fine... ".
"Questa tesi sconvolge anche l’ordine stabilito nel mondo da Dio, ordine che esige una concordia armoniosa tra le due società... ".
Non ci si fa beffe di Dio impunemente. La Francia è stata duramente castigata 9 anni più tardi. Un milione settecentomila giovani Francesi morirono sui campi di battaglia tra il 1914 e il 1918: sono state le vittime dell’apostasia nazionale, come lo erano stati prima di loro i figli dei rivoluzionari del 1789 che l’Imperatore nato dalla rivoluzione trascinò e fece perire in tutta l’Europa per soddisfare le sue ambizioni personali.
La lezione però non è stata sufficiente, poiché 20 anni dopo la prima guerra mondiale è scoppiata la seconda. La Francia apostata è stata nuovamente castigata e molto duramente, poiché è stata interamente occupata e in seguito ha perso il suo Impero coloniale.
Ma è nel 1917 che sorge per la Francia come per le altre nazioni un pericolo ancora più grave, quello della rivoluzione comunista la cui espansione appare attualmente molto preoccupante.
Questo pericolo è così grande che la stessa Madre di Dio è venuta a metterci in guardia a Fatima l’anno in cui il satanico Lenin ha preso il potere in Russia. Nessun uomo politico, nessun diplomatico poteva prevedere ciò che la SS. ma Vergine ha annunciato: se l’umanità non faceva penitenza, la Russia avrebbe sparso i suoi errori nel mondo provocando guerre e rivoluzioni. Ella fissò la data in cui sarebbe iniziato il cataclisma "Sotto il Pontificato di Pio XI", ella disse (45).
Perché non abbiamo ascoltato i suoi avvertimenti? Quale cattivo genio ha impedito alla Chiesa di utilizzare i rimedi enunciati dalla Vergine Maria per fermare e respingere la marea delle forze del male? Perché ha atteso tanto? Perché ha proceduto alla consacrazione richiesta in maniera incompleta? (46).
3.3.2. L’attacco in seno alla Chiesa stessa
Non ci dilungheremo su questo argomento che e stato trattato dai migliori autori.
Si tratta della stessa corrente di pensiero che S. Pio X ha denunciato in alcune parole: "Il soffio della Rivoluzione è passato di là... ".
Insegnando che "la Rivoluzione dà al Cattolicesimo una seconda nascita", Lamennais fece penetrare nella Chiesa questo virus che doveva corrompere le generazioni seguenti, da Marc Sangnier ai teologi del Vaticano II: Congar, Cardonnel, Hans Küng, Karl Rahner, Schillebeeckx e altri.
Si tratta sempre della stessa corrente, della stessa eresia senza tregua rinata e instancabilmente condannata. Lamennais e "l’Avvenire" sono stati condannati da Gregorio XVI nel 1831, i cattolici liberali da Pio IX, l’americanismo da Leone XIII, il modernismo e il Sillon di Marc Sangnier da S. Pio X, il modernismo giuridico e sociale da Pio XI. E’ sufficiente rileggere i testi di quelle condanne, anche solo l’enciclica Pascendi, per comprendere quale è l’essenza di questa eresia e dove essa conduce. Sfortunatamente per la santa Chiesa, essa ha trionfato in parte al momento del Concilio Vaticano II. Le conseguenze detestabili che denuncia attualmente il Cardinal Ratzinger erano già in germe in quel concilio.
Il Cardinal Billot ha definito in alcune righe (a proposito del Sillon) l’origine del male: "il cristianesimo del Sillon è sempre funzione del suo dernocratismo e questo democratismo cristiano è una deforrnazione dell’ideologia rivoluzionaria".
Si tratta di una confusione tra il piano soprannaturale e il piano naturale, di una confusione tra la virtù della carità (virtù teologale che accompagna la grazia santificante) e la qualità umanitaria della beneficienza che esiste sul piano della natura in ogni uomo dotato di ragione.
Se togliete a Gesù Cristo la sua dimensione soprannaturale, facendo astrazione dall’amore di Dio, potete facilmente (sul piano della vita naturale) trasformarlo in un liberatore rivoluzionario precusore di Fidel Castro e di Che Guevara. Tutta la teologia detta della Liberazione che inquieta a giusta ragione la Santa Sede deriva da questa confusione, così come la religione sociale che il progressismo trionfante cerca di imporci. Si ritrova qui lo stesso peccato di Satana che "contro lo stendardo della grazia levò la bandiera della natura" (47).
"Vangelo interpretato alla loro maniera... Un Cristo deformato e diminuito", precisava S. Pio X erigendosi contro questi accostamenti blasfemi.
E dall’alto del pulpito di Notre-Dame a Parigi il 13 luglio 1937 il Cardinal Pacelli, futuro Pio XII, metteva in guardia il popolo cristiano, contro questa eresia che Giovanni Paolo II denuncia oggi con il nome di Teologia della Liberazione.
"Vigilate!... Non è solamente ai non curanti che questo appello è indirizzato. E’ rivolto anche agli spiriti ardenti, ai cuori generosi e sinceri, il cui zelo però non si istruisce alla luce della prudenza e della saggezza cristiana. Nell’impetuosa foga delle loro preoccupazioni sociali essi rischiano di non conoscere le frontiere al di là delle quali la verità cede all’errore, lo zelo diviene fanatismo e la riforma opportuna sfocia nella rivoluzione... Guai a chi pretenderà di far venire a patti la giustizia e l’iniquità, di conciliare le tenebre con la luce!".
Giustamente S. Pio X ha chiamato il modernismo "il canale collettore di tutte le eresie". Come egli ha detto nella "Pascendi", il modernismo non differisce dal libero pensiero assoluto che per la pretesa di rimanere cattolico. Ha realmente negato tutto salvo un piccolo sentimento difficile da comprendere, l’aspirazione verso l’ideale che continua a chiamare religione. Tutto ciò che abbiamo constatato in quello che viene chiamato il Dopo-Concilio: la distruzione della liturgia, le falsificazioni del catechismo e la variazione sostanziale dei dogmi; era in germe nel modernismo denunciato dalla "Pascendi". Sono le opere "dei nemici peggiori della Chiesa" dichiarava questo santo Papa. "Non è dall’esterno ma dall’interno che essi tramano la sua rovina; il pericolo (e lo si è visto dopo) è oggi quasi nelle viscere e nelle vene della Chiesa: le loro mosse sono tanto più sicure quanto meglio sanno dove colpirla... ".
Ma non allontaniamoci dal nostro soggetto. Questo tentativo di corruzione interna della Chiesa Cattolica che causerà l’apostasia delle nazioni prima del regno dell’Anticristo, è stata voluta e preparata da molto tempo dalla Setta.
Nell’ottica dei nemici di Dio la Chiesa cesserà di rappresentare un pericolo quando avrà rinunciato alla sua missione di insegnare le verità rivelate, quando avrà rinnegato i suoi dogmi, quando non pretenderà più di essere la sola "maestra di verità". Essa potrà allora fondersi in un insieme di religioni umanitarie che renderanno culto all’uomo deificato prima di renderlo all’Anticristo stesso.
Per ben comprendere ciò occorre rileggere i testi degli indemoniati del diciannnovesimo secolo e dei primi del ventesimo secolo, come Saint-Yves d’Alveydre, l’ex abate Roca, Stanislas de Guaîta, Papus (il dottore Encausse), Oswald Wirth, Péladan e altri. Queste persone avevano certamente dei lumi che si ottengono nel corso di alte iniziazioni.
L’ex-abate Roca annunciava l’anarchia liturgica in nome di un ritorno al Cristianesimo. Egli precisava: "Credo che il culto divino così come lo regolano la liturgia, il cerimoniale, il rituale e i precetti della Chiesa romana subirà prossimamente in un Concilio ecumenico una trasformazione che, rendendogli la venerabile semplicità dell’età apostolica, lo metterà in armonia con lo stato della coscienza e della civiltà moderna" (48).
Egli diceva ancora: "Si prepara una immolazione che espierà solennemente ... Il Papato soccomberà. Esso morirà sotto i sacri coltelli che forgeranno i Padri dell’ultirno Concilio. Il Cesare papale è l’ostia incoronata per il sacrificio (49). "
Quello che vuole costruire la cristianità... è un culto universale in cui tutti i culti saranno inglobati" (50).
Roca annunciava: "Ci sarà una nuova religione, ci sarà un nuovo dogma, un nuovo rituale e un nuovo sacerdote il cui rapporto con la Chiesa che cade sarà esattamente quello che era stato il rapporto della Chiesa cattolica con la Chiesa mosaica, sua defunta madre" (51).
Roca indicava i nuovi sacerdoti sotto il nome di "progressisti" ("Glorioso centenario", pag. 447), preconizzava la soppressione della talare così come il matrimonio dei preti ("Il Cristo, il Papa e la Democrazia", pag. 103, 105, 107). Egli annunciava anche i sindacati dei preti ("Glorioso centenario", pag. 452).
Secondo Roca ne risulterà una cosa che farà stupore nel mondo e che lo getterà in ginocchio davanti al suo Redentore. Questa Cosa sarà la dimostrazione del perfetto accordo tra l’idealità della civiltà moderna e l’idealità del Cristo e del suo Vangelo. Sarà la Consacrazione del nuovo ordine sociale e il battesimo solenne della civiltà moderna (52).
L’ecumenismo mal compreso che è continuamente vantato dai nostri progressisti deve attirare in modo speciale la nostra attenzione poiché va nella direzione del sincretismo religioso che costruisce il maggior disegno della Contro-Chiesa .
Occorrerà beninteso in quest’ottica che la Chiesa cattolica faccia delle concessioni dottrinali importanti alle altre religioni se si vorrà giungere ad una unione. Tra queste sarà necessario, senza dubbio, minimizzare il ruolo della Vergine Maria per potersi conciliare con i protestanti.
Ma noi Cattolici lo sappiamo: la Madre di Dio è potente come un esercito allineato in battaglia e sarà lei a schiacciare la testa del serpente.
(19) Ma questo i nemici di Dio non lo credono.
(20) Ci sono pochissime date precise nei messaggi della Madre di Dio.
(21) Carlo Marx era posseduto. I poemi che ha scritto lo provano.Leggere a questo proposito il piccolo libro del pastore Richard Wurmbrand: Karl Marx e Satana.
(22) Egli riconosceva di non credere alle religioni; ma pensava nondimeno che "una società senza religione è come un vascello senza bussola. Solo la religione dà allo Stato un appoggio fermo e durevole" (Malet: Rivoluzione Impero, pag. 257, Hachette, Parigi 1929).
(23) Parole che furono rimpiazzate nel 1905 dalla formula "Libertà, Uguaglianza, Fraternità".
(24) Fanatismo in senso massonico significa religione e più specificatamente cattolicesimo.
(25) Crétinau-Joly.
(26) Purché Egli regni, pag. 235.
(27) Ufficialmente riconosciuta dal ministro dell'Interno di Napoleone III, la Franco-Massoneria ha per Grande Maestro il principe Murat.
(28) Luigi XVIII aveva largamente bevuto alla coppa del suo secolo. Carlo X, meno intelligente di suo fratello, non aveva una formazione dottrinale profonda.
(29) I Padri Conciliari al tempo del Concilio Vaticano II avrebbero dovuto ispirarsi a questa risposta quando hanno, ahimè, ammesso il principio della libertà religiosa al foro esterno.
(30) Il Secondo Impeo crollò nel 1870.
(31) Presidente della Costituente il 4 agosto 1789. Egli redasse con bernave il testo del Giuramento della Pallacorda. Fu ghigliottinato a Parigi nel 1794.
(32) I sindacati furono riconosciuti solo nel 1884.
(33) Arcivescovo di Westminster (1808-1892). Purché Egli regni, pag, 242.
(34) La Comune di Parigi per tutti i rivoluzionari è una grande pagina della Rivoluzione. E' stata la prima rivolta organizzata dal mondo proletario. Marx e Lenin l'hanno studiata nelle loro opere. Marx ammirava l'eroismo dei comunardi che "andavano all'assalto del cielo" secondo la sua espressione.
(35) E' ciò che ha fatto dire a A. Dansette: "L'ultimo re dei Borboni non ha dediderato di andare sul trono che per essere il re più cristiano della Contro-Rivoluzione".
(36) Tra i monarchici vi erano gli Orleanisti.
(37) Vedere J. Bainville, Bismarck e la Francia. "Corrispondenza del Conte d'Arnim e di Bismarck".
(38) Rincresce che egli non abbia inviato al popolo francese una proclamazione solenne per spiegargli le ragioni del suo rifiuto di accedere al trono di Francia. La questione della bandiera bianca non era che un pretesto, fu compresa malissimo. Si trattava in realtà di sapere se egli poteva accettare i principi della Rivoluzione o se doveva rigettarli.
(39) La Chiesa beninteso non aderiva ai principi della Rivoluzione. Si trattava di un'adesione.
(40) La Franquerie, "Il carattere sacro e divino della Regalità in Francia", pag. 79.
(41) La Franquerie: op. citata. Alcuni di questi cattolici repubblicani hanno generato il modernismo.
(42) Storia dei sei anni (N.C.R. Parigi), pag. 184.
(43) Molti ufficiali cattolici diedero le dimissioni in quel tempo.
(44) Mio padre aveva saputo da chi era stato "schedato".
(45) La guerra di Spagna è iniziata sotto il Pontificato di Pio XI.
(46) Lucia ha dichiarato, dopo la consacrazione di papa Giovanni Paolo II a Fatima, il 13 maggio 1982, che questa non era stata fatta nelle forme prescritte. La parola "Russia" non era stata pronunciata e molti vescovi non avevano eseguito questa consacrazione con il Papa. Io ho enunciato una ipotesi personale nel n° 57 del marzo 1985 di "De Rome d'Ailleurs". Casella Postale 177. Versailles Cedex.
(47) Testo del Cardinale Pie citato all'inizio di questo studio.
(48) "Il Padre Gabriel e la sua fidanzata".
(49) Roca: "Glorioso centenario".
(50) Roca: "Fine del vecchio mondo" pag. 373.
(51) Roca: "Fine del vecchio mondo" pag. 373.
(52) Roca, op. cit., pag. 282.