
Adesso è il Vaticano nel mirino dei terroristi islamici, anzi è fra gli obbiettivi primari di Al Qaeda, in quanto cuore dell' "eresia cattolica".
Lo
profetizza Debka file, un sito israeliano ritenuto vicino al Mossad,
che lo usa per spargere disinformazioni ma anche la propria visione
degli eventi.
E in questo senso è molto significativo che il Mossad (o Debka) faccia la sua "profezia"
dopo l'attacco senza precedenti di Sharon a Benedetto XVI, colpevole di
non aver citato Israele fra i paesi vittime del terrorismo islamico.
Basta intuire chi sono i mandanti dei "terroristi islamici" per leggere nella profezia una minaccia.
Va segnalato lo stile con cui Debka millanta le sue rivelazioni e le sue fonti d'intelligence.
Esso
ci assicura che l'imprendibile Al-Zarqawi, ritenendo ormai di aver
fatto la maggior parte del lavoro in Iraq (che infatti, massacro dopo
massacro "islamico", è sempre più prossimo alla guerra civile sciito-sunnita), ha deciso di "diluire" le proprie forze sul teatro iracheno per impegnare i suoi migliori terroristi in Europa, in un'offensiva senza precedenti.
Debka,
che appare perfettamente al corrente dei piani del numero 2 di Al Qaeda
(e ciò vorrà dire qualcosa) descrive Al-Zarqawi impegnato "nel
complesso procedimento logistico di spedire fra mille e duemila
combattenti del terrore fuori dell'Iraq per il nuovo fronte".
I
terroristi saranno rimpatriati nei paesi d'origine, poi forniti di
nuovi passaporti e nuove identità e spediti in Europa per agire.
Una logistica così difficile, notiamo, da far sì che solo il Mossad potrebbe essere di vero aiuto.
Ma Al-Qaeda ha già intanto preso di mira la Siria, bersaglio permanente di Israele. Debka è in grado di rivelare "per la prima volta"
una notizia non apparsa sui giornali, e tenuta segreta dal regime
siriano: un attentato con decine di morti e centinaia di feriti attuato
contro turisti nella località di vacanze del Monte Qassioun, sopra
Damasco.
Mente dell'attacco, rivela ancora Debka, è tale Mohammed Semadi, un delinquente comune che si è unito ad Al-Zarqawi.
E anche la Giordania (altro paese non gradito a Gerusalemme, in
quanto concorrente al posto di primo della classe del
filo-americanismo) è sotto la minaccia di Al-Qaeda. Anche qui, ad agire
sarà – ecco un'altra profezia – la Banda Jerabiya, e insieme la banda
di Abu Roman, un gruppo criminale-religioso di palestinesi e giordani.
Debka
consiglia di prendere molto sul serio le minacce emesse via internet
dalla Brigata al-Masri (entità che i servizi segreti occidentali
tendono a ritenere non altro che una sigla di comodo) contro l'Italia,
la Danimarca (sic), la Russia (sic), Berlusconi e il Papa.
Insomma una vera campagna d'Europa del "terrorismo islamico", contro Paesi che – secondo Israele – ancora non vogliono capire che gli islamici sono il "nemico comune" di tutti, mica solo di Sharon.
C'è poco da scherzare tuttavia.
Data la fonte, la minaccia-profezia è seria.
Tanto
più che Sharon ha motivi urgenti e concreti di irritazione contro il
Vaticano. Come rivela l'agenzia cattolica AsiaNews, tutta la rumorosa
protesta di Sharon contro il Papa e la sua mancata elencazione di
Israele fra le vittime, nasconde un altro scopo: "la decisione di abbandonare i negoziati con la Santa Sede programmati nello stesso giorno", il 25 luglio.
Di che si tratta?
Delle
trattative volte all'applicazione sul terreno del cosiddetto Accordo
Fondamentale tra Israele e il Vaticano, firmato dalle due parti nel
1993.
Gli incontri bilaterali dovrebbero confermare il diritto
della Chiesa all'esenzione fiscale (un diritto che ha già da secoli in
Palestina) e a quelli sulle sue proprietà, che sono state "erose" (delicato eufemismo) dallo stato ebraico fin dalla sua fondazione.
Fatto è che Israele, da anni, cerca di evitare di incontrare la delegazione vaticana con ogni pretesto.
Il 28 agosto 2003 gli israeliani hanno abbandonato il tavolo e vi sono tornati solo due anni dopo, su pressioni americane.
Ma solo per accordarsi sui (pochi) incontri da tenere nel 2005.
Israele
s'era detto d'accordo per un incontro il 19 luglio; poi, all'ultimo
momento, ha cancellato l'incontro per fissarlo il 25: giorno in cui ha
potuto fare l'offeso contro il Papa, mandando a monte di nuovo tutto.
Secondo "fonti ecclesiali a Gerusalemme", era tutto un pretesto per "nascondere le loro mancanze sulle obbligazioni assunte nei negoziati con la Santa Sede".
Infatti
finora né l'Accordo Fondamentale del '93, né l'Accordo sulla
Personalità Giuridica del '97 sono stati ancora ratificati e tramutati
in legge da Israele.
E l'anno scorso il governo Sharon ha
formalmente informato la Corte Suprema d'Israele che esso non si
sentiva affatto vincolato a rispettare l'Accordo Fondamentale:
doppiezza che non sorprenderà i nostri abituali lettori.
Ora si comincia a capire meglio perché "Al-Zarqawi", di cui Debka conosce intimamente le intenzioni, ha aperto una campagna in Europa ed ha il Vaticano come primo bersaglio.
Morto un Papa se ne fa un altro, è vero: ma intanto si guadagna tempo.
di Maurizio Blondet



